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Università telematiche e giornalismo spazzatura

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  • #46
    Semplicemente è evidente che universita statali e telematiche sono in concorrenza diretta sia perché ormai le telematiche sono la prima scelta anche per alcuni neodiplomati sia perché col calo delle nascite e con conseguente restringimento del pubblico riuscire ad attirare anche gli studenti lavoratori è fondamentale anche per le universita pubbliche. Comunque fossi al posto dei rettori delle universita pubbliche anche io sarei preoccupato considerando che dai dati anvur quest'anno in una città come Milano sono diminuite in modo evidente le matricole nonostante siano stati aumentati i posti disponibili in facoltà a numero chiuso come medicina

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    • #47
      Nilk9, prima di intervenire in un forum è buona norma dare un'occhiata agli argomenti già trattati. In Italia tutte le università sono pubbliche essendo vietato per legge a chiunque non sia una persona giuridica di diritto pubblico istituita per legge o decreto ministeriale di qualificarsi come università.
      Inoltre, a parte il fatto che le facoltà non esistono più, la facoltà di Medicina non è mai stata a numero chiuso. La programmazione degli accessi ha sempre riguardato singoli e specifici corsi di studio e non le facoltà.
      ​​​​​​
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #48
        Originariamente inviato da XXXXXXX5 Visualizza il messaggio
        Semplicemente è evidente che universita statali e telematiche sono in concorrenza diretta sia perché ormai le telematiche sono la prima scelta anche per alcuni neodiplomati sia perché col calo delle nascite e con conseguente restringimento del pubblico riuscire ad attirare anche gli studenti lavoratori è fondamentale anche per le universita pubbliche. Comunque fossi al posto dei rettori delle universita pubbliche anche io sarei preoccupato considerando che dai dati anvur quest'anno in una città come Milano sono diminuite in modo evidente le matricole nonostante siano stati aumentati i posti disponibili in facoltà a numero chiuso come medicina
        Sinceramente non capisco le loro preoccupazioni. Alla statale hanno sempre fatto il cavolo che gli pare: Docenti che si presentano a lezione poche volte in un semestre, skippano intere sessioni estive solo perchè troppo impegnati a farsi le vacanze sulla barca (esempio la mia vecchia prof di Calcolo Numerico), esami valutati totalmente a caso, docenti che s'inventano errori e propedeuticità agli esami, docenti che rispondono "no" a domande del tipo "prof si può spostare un attimo prima di cancellare alla lavagna per favore? Non vediamo l'ultima parte del teorema" (è accaduto realmente, dopodichè la professoressa ha cancellato tutto per continuare a spiegare), per non parlare poi delle numerosissime "concorsopoli" dove hanno piazzato gente totalmente inidonea all'insegnamento tra cui anche i figli dei professori.
        A fronte di tutto questo clientelismo, nepotismo e disponibilità dei professori, perchè mai un neodiplomato dovrebbe scegliere la statale? Ma davvero i rettori delle statali si credevano che la gente avrebbe continuato a farsi "inc*lare" a vita con il sorriso a 32 denti per finire fuori corso e pagare ancora più tasse?
        Come si dice "si raccoglie quello che si semina", hanno giocato a fare i furbi per anni e anni e oggi il karma gli si sta ritorcendo contro, hanno sempre interpretato il significato di "merito" a come faceva loro comodo, ci pensavano prima, i "professori".
        Io sono studente full-time di 27 anni e studio alla Guglielmo Marconi e complessivamente sono molto soddisfatto del mio percorso. Certo, anche alla Marconi c'è qualche problema (non esistono atenei perfetti), ma almeno qui c'è la volontà di risolverli (i problemi) ma soprattutto non ho mai incontrato un professori che s'inventano errori agli esami (come il mio vecchio prof di Programmazione I, dove l'esame consisteva nel dimostrare che io avevo ragione e lui torto davanti alla platea per poi essere promosso dal Prof per ripicca con un 18). Le cose le sai? Vieni promosso. Non le sai? Allora ritenti la prossima volta. Semplice.
        L-14 Guglielmo Marconi

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        • #49
          Originariamente inviato da Nome-Utente Visualizza il messaggio

          Sinceramente non capisco le loro preoccupazioni. Alla statale hanno sempre fatto il cavolo che gli pare: Docenti che si presentano a lezione poche volte in un semestre, skippano intere sessioni estive solo perchè troppo impegnati a farsi le vacanze sulla barca (esempio la mia vecchia prof di Calcolo Numerico), esami valutati totalmente a caso, docenti che s'inventano errori e propedeuticità agli esami, docenti che rispondono "no" a domande del tipo "prof si può spostare un attimo prima di cancellare alla lavagna per favore? Non vediamo l'ultima parte del teorema" (è accaduto realmente, dopodichè la professoressa ha cancellato tutto per continuare a spiegare), per non parlare poi delle numerosissime "concorsopoli" dove hanno piazzato gente totalmente inidonea all'insegnamento tra cui anche i figli dei professori.
          A fronte di tutto questo clientelismo, nepotismo e disponibilità dei professori, perchè mai un neodiplomato dovrebbe scegliere la statale? Ma davvero i rettori delle statali si credevano che la gente avrebbe continuato a farsi "inc*lare" a vita con il sorriso a 32 denti per finire fuori corso e pagare ancora più tasse?
          Come si dice "si raccoglie quello che si semina", hanno giocato a fare i furbi per anni e anni e oggi il karma gli si sta ritorcendo contro, hanno sempre interpretato il significato di "merito" a come faceva loro comodo, ci pensavano prima, i "professori".
          Io sono studente full-time di 27 anni e studio alla Guglielmo Marconi e complessivamente sono molto soddisfatto del mio percorso. Certo, anche alla Marconi c'è qualche problema (non esistono atenei perfetti), ma almeno qui c'è la volontà di risolverli (i problemi) ma soprattutto non ho mai incontrato un professori che s'inventano errori agli esami (come il mio vecchio prof di Programmazione I, dove l'esame consisteva nel dimostrare che io avevo ragione e lui torto davanti alla platea per poi essere promosso dal Prof per ripicca con un 18). Le cose le sai? Vieni promosso. Non le sai? Allora ritenti la prossima volta. Semplice.
          Perfettamente d'accordo, io non ho ancora capito in cosa siano migliori le Statali dal punto di vista Didattico, cosa danno di più?

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          • #50
            https://www.repubblica.it/cronaca/20...oni-423057233/

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            • #51
              I contenuti dovrebbero essere stati ripresi in questo articolo accessibile senza abbonamento https://www.orizzontescuola.it/unive...a-le-proposte/

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              • #52
                Un sito sulla scuola che parla di «segretaria generale» e «ministra». E poi il problema della formazione degli insegnanti sarebbero gli atenei telematici. Mi viene da vomitare.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #53
                  In pratica, se quello che dicono questi articoli corrisponde al vero, continua questa crociata sulla questione interazione docente/studente!

                  Ma lo vogliono capire che l'interazione attuale delle telematiche è esattamente la stessa che c'era in passato e che c'è oggi in molte Università tradizionali? cioè vicino allo zero. Non cambia nulla!!!

                  In più non capisco questi passaggi:

                  [...] La questione, come si può ben immaginare, interessa anche il mondo della scuola, considerato il fatto che i titoli delle università online sono spesso legati alla formazione iniziale degli insegnanti. [...]

                  cioè come dire è importante per la scuola non avere professori laureatesi telematicamente?

                  ma scherziamo?

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                  • #54
                    Dietro la questione dei requisiti di docenza delle università telematiche c'è in realtà un grosso equivoco, ovviamente creato ad arte e strumentalizzato con il fine di creare un'immagine negativa di tali atenei e sobillare gli stessi atenei tradizionali contro di essi proprio ora che nella società civile gli atenei telematici hanno conquistato un minimo di stima e rispetto, o quantomeno si sono smarcati da gran parte della fama negativa che li caratterizzava, e le collaborazioni tra atenei tradizionali e atenei telematici, soprattutto per la ricerca ma non solo, cominciano a prendere sempre più piede.

                    Cominciamo col dire che non è vero che in Italia c'è un numero abnorme di università telematiche che rappresenta un unicum in Europa. Semplicemente, l'Italia è l'unico stato in Europa che prevede l'istituto giuridico dell'università telematica. Negli altri stati europei le università sono poste tutte sullo stesso piano, senza distinzione tra telematica e presenziale. Viepiù, moltissime università tradizionali in Europa offrono corsi a distanza; in UK università prestigiosissime offrono corsi di secondo ciclo (master) interamente a distanza, che prevedono che lo studente si rechi in sede solo per il graduation day e non è neanche obbligato a farlo, da prima che da noi esistessero le università telematiche. Viepiù, quando in Italia esistevano corsi a distanza erogati dalle università tradizionali oppure dal consorzio Nettuno per conto delle università tradizionali, presso cui si andava a sostenere gli esami e che rilasciavano il titolo, nessuno vituperava tali corsi. Non escludo dunque che con la creazione del concetto stesso di università telematica si sia voluto di proposito costituire una tipologia di università di serie B e francamente questo da una persona tradizionalista e conservatrice come la Moratti, specie alla luce delle dichiarazioni della Siliquini (che fu l'artefice è il ciclo unico in Giurisprudenza, da lei definita in un'intervista laurea vera, cosa che le cc.dd. triennali non sarebbero), non mi meraviglierebbe. Beninteso: per me essere conservatori non è un crimine – lo sono anche io sotto molti aspetti e ritengo peraltro la cultura conservatrice di gran lunga superiore a qualsiasi ideologia di sinistra – e non uso nemmeno l'aggettivo "tradizionalista" con intenti offensivi, però secondo me la creazione delle università telematiche attraverso il decreto Moratti-Stanca faceva parte di un disegno più ampio volto ad abolire il valore legale dei titoli di studio, perlomeno quelli universitari, con conseguente svuotamento di valore di quelli rilasciati da tali atenei.

                    Comunque, perlomeno sul piano formale la ratio dell'istituzione delle università telematiche come tipologie specifiche di ateneo assoggettate a regole specifiche, diverse e talvolta derogatorie rispetto a quelle delle università tradizionali, era giustificata proprio dal fatto che siccome queste erogavano didattica a distanza prevalentemente in modalità asincrona non avessero necessità di tutti i docenti di cui hanno normalmente bisogno le università.

                    Inizialmente, come ricorderete, le telematiche non riuscirono nemmeno a dotarsi di quel personale docente necessario in base alla disciplina di settore, più favorevole rispetto a quella delle università tradizionali; nel giro di un paio di valutazioni Anvur, però, tutte si sono messe in riga. Ordunque, appare bizzarro che proprio adesso che rispettano tutte i requisiti minimi di docenza previsti qualcuno si lamenti paragonandole alle università tradizionali e pretenda che ad esse si applichino le medesime regole, salvo però che debbano mantenere l'onta di chiamarsi università telematiche e non possano accreditare corsi interamente o parzialmente presenziali (per dire, la Cusano fa lezioni in presenza ma i suoi corsi sono formalmente erogati solo in teledidattica), perché comunque si deve tener ben presente che sono università di serie B e questo deve emergere chiaramente sin dalle loro denominazioni, una sorta di marchio di qualità all'inverso.
                    Suddetto qualcuno cosa fa? Prende i dati MEDI di tutte le università italiane, dalle università per stranieri che in tre, tutte e tre sommate tra loro, fanno poco più degli alunni della scuola elementare di quando ero bambino, sino alla Sapienza e alla Federico II, mettendo nello stesso calderone corsi di studio che sebbene erogati da atenei di dimensioni mastodontiche hanno pochisismi iscritti sino a corsi con un'utenza quintupla rispetto a quella sostenibile se volessero frequentare tutti, e fa venir fuori, allo scopo (peraltro celato malissimo) di screditare le università telematiche, che le università tradizionali hanno 1 docente ogni 28 mentre le telematiche solo 1 ogni 385. Ma, se Trilussa con la media del pollo già la diceva lunga sul modo strumentale con cui si possono usare le statistiche, la scienza statistica insegna che fare paragoni disomogenei non ha senso, e qui stiamo cercando di paragonare non mele a pere, ma frutti a fette di carne. Alla Sapienza di Roma, alla Statale di Milano e alla Federico II di Napoli ci sono corsi che hanno 1 docente anche ogni 10 studenti e perfino meno, altri per i quali probabilmente quel rapporto di 1 a 385 sarebbe un sogno.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #55
                      cioè come dire è importante per la scuola non avere professori laureatesi telematicamente?
                      Insegnanti, non professori, laureatisi, non laureatesi.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #56
                        La stampa igienica colpisce ancora.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #57
                          Scontro tra atenei, Unitelma replica a Molari “Ci scusiamo col rettore, ma siamo un’opportunità” - la Repubblica

                          Rettore di Unitelma basato risponde e blasta il rettore di Bologna.
                          L-14 Guglielmo Marconi

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                          • #58
                            Per chi si se lo fosse perso, il passaggio intermedio. Certo che Repubblica scrivendo che a Bologna UnitelmaSapienza ha aperto una «sede telematica» dimostra proprio di aver capìto tutto.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #59
                              repubblica torna all'attacco:

                              https://www.repubblica.it/italia/202...int-423476506/



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                              • #60
                                Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                                L'avevo letto ieri sera e pensavo di aprire una discussione dedicata. L'articolo fa una confusione terribile tra le università telematiche e soggetti privati che del titolo di università neanche possono fregiarsi. La frode commessa da queste sedicenti università non è consentire agli studenti di conseguire abilitazioni o altri titoli in tempi brevi e praticamente senza studiare dietro corrispettivo, ma semmai far credere di essere in grado di rilasciare titoli aventi valore legale, cosa non vera. L'articolo infatti riporta una serie di pseudo-atenei che sono stati aggiunti alla già nutrita black list del Ministero, compresa la Libera facoltà di scienze turistiche di Caserta, che ha cambiato nome più volte dagli anni '70 a oggi e si presenta contemporaneamente sotto diversi nomi (un po' come un nostro amico operante dalla Svizzera, che però perlomeno non ha mai compiuto atti penalmente rilevanti secondo la legge elvetica federale e cantonale). Poi in mezzo alla lista infila la Link, che non c'entra niente, e un centro studi in Calabria che fa da mero intermediario con eCampus e non è neanche sede d'esami.
                                Come diceva il cardinale Francesco Marchetti Selvaggiani, che citava Pio XI e a sua volta ha trasmesso la perla al divo Giulio, a pensar male del prossimo si fa peccato ma ci si indovina, sicché io penso proprio che la confusione sia dovuta e anche che il numero 11 del titolo non si casuale, visto che corrisponde al numero di vere università telematiche, tutte istituite dal Ministero in conformità alla legge. Il sommario poi, lasciando intendere che le università telematiche "copiano" i nomi di quelle prestigiose (e qui la frecciata è chiara nei confronti di Unitelma Sapienza: peccato che Unitelma Sapienza sia una diretta emanazione della Sapienza), parla di ragione sociale, che non c'entra niente perché quella è una cosa che hanno solo le società di persone. Le persone giuridiche tutte e le associazioni, riconosciute e non, hanno la denominazione.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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