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Università telematiche e giornalismo spazzatura

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  • #76
    Alle Iene stanno dicendo che la Università popolare degli studi di Milano vende lauree a 18mila euro in 6 mesi creando carte false per fare risultare gli anni precedenti e verbalizzando retroattivamente falsi esami. Ma non stanno dicendo che sono false lauree prive di qualsiasi lavoro.
    Ultima modifica di dottore; 28-10-2024, 16:09.
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    • #77
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Alle Iene stanno dicendo che la Università popolare degli studi di Milano vende lauree a 18mila euro in 6 mesi creando carte false per fare risultare gli anni precedenti e verbalizzando retroattivamente falsi esami. Ma non stanno dicendo che sono false lauree prive di qualsiasi lavoro.
      Infatti la mia domanda è: se non sono lauree, cosa stanno falsificando o vendendo?
      Ultima modifica di dottore; 29-10-2024, 11:16.

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      • #78
        Ovviamente, pur sapendo che non è nulla di ufficiale, trapela qualcosa di diverso?

        https://www.startmag.it/economia-on-...a-telematiche/

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        • #79
          https://www.repubblica.it/italia/202...423592874/amp/

          Lo straccivendolo torna in azione.

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          • #80
            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            Ma che cosa sta dicendo? A Manduria non esiste neanche una singola università telematica.
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            • #81
              Mamma mia quante palle!
              Qua ci vuole l'esorcista!

              Altre bugie sono qui e qui. Quest'ultimo è l'articolo cui mi riferivo nel post #75 e riporta il parere nientepopodimeno che dell'autorevolissima Milena Gabanelli Cioè una che si è laureata in Dams, all'Università di Bologna (che fa rima con fogna) e per giunta negli anni '70Insomma il suo curriculum dovrebbe suggerirle, attraverso la sua coscienza, la seguente frase: «è meglio che mi stia zitta» Ma si sa che la presunzione è più forte della coscienza (ammesso che ne abbia una) e quando si accompagna ad arroganza fa venir fuori un mix esplosivo
              «Secondo una fonte che ha familiarità con la questione»: un giurista? Un avvocato amministrativista? Come mai costui, ammesso e non concesso che esista, vuole rimanere a anonimo se sta solo esprimendo un parere giuridico?
              Comunque il Tar ha affermato semplicemente che gli atenei possono limitare l'attività extraistituzionale dei propri dipendenti in conflitto di interessi con la propria, quindi un divieto generico nei confronti delle università telematiche in quanto tali sulla base di questa stessa premessa non appare legittimo: mi meraviglio che le università telematiche non abbiano impugnato la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato facendo incartare il giudice amministrativo di prime cure nella sua stessa contraddizione. Infatti in questi termini o si vieta tout court l'assunzione di incarichi presso altri atenei, in generale, il che non sarebbe possibile visto che ciò è consentito dalla legge, oppure si analizza la situazione caso per caso come, del resto, si fa per tutti gli incarichi extraimpiego di tutti i dipendenti pubblici (anche io quando ho fatto parte di commissioni di concorso per altre pubbliche amministrazioni ho dovuto chiedere il permesso e l'ente prima di rilasciarmelo ha dovuto accertare la sussistenza dei requisiti di legge, cioè l'assenza di conflitto di interessi con la propria attività e il rispetto del massimale retributivo). Non capisco come si possa presumere che l'attività svolta presso un qualsiasi ateneo telematico sia ipso facto in conflitto di interessi solo perché l'ateneo è telematico. Oltretutto la fantomatica fonte ha ragione quando dice che in questo modo si mette in discussione il sistema di cooperazione tra università pubbliche.
              Le università non statali sono pubbliche e il nostro sistema universitario le ha pienamente equiparate a quelle statali allorquando, con la legge 168/1989, ha trasformato le università da uffici ministeriali (esse infatti costituivano mere articolazioni territoriali dell'allora Ministero della pubblica istruzione, da una costola del quale la stessa legge istituì il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica) ad enti pubblici autonomi, autarchici, non economici, dotati di personalità giuridica e autonomia patrimoniale perfetta, mettendo così fine al concetto di libera università, poiché, da allora in avanti, tutte le università sarebbero stte libere. Basti pensare che in conseguenza di tale riforma quando viene istituita una nuova università non può esserci una cessione d'ufficio degli studenti, mentre quando vennero istituite le seconde università di Milano e Napoli e la seconda e la terza università di Roma le strutture che furono ad esse trasferite dalle università pre-esistenti furono trasferite con tutti gli studenti, infatti conosco personalmente svariati medici che si erano iscritti alla prima facoltà di Medicina della Unina (attuale Federico II) per poi ritrovarsi laureati alla facoltà di Medicina della Sun (attuale Vanvitelli). Infatti secondo le vecchie logiche lo studente non aveva motivo di scegliere un ateneo piuttosto che un altro; si trattava dello stesso servizio regolato centralmente e dislocato sul territorio nazionale per andare incontro all'utenza.
              Con l'autonomia della personalità giuridica e, dunque, della governance e successivamente con l'autonomia didattica (parzialmente intrdotta con la legge 341/1990 e che ha raggiunto il suo livello massimo con l'articolo 17, comma 95, della legge 127/1997, che, delegando la materia al Ministero, che la disciplina attraverso propri regolamenti di portata generale, ha raggiunto l'apoteosi poiché in questo modo è stato introdotto un principio di sussidiarietà che ha sovvertito il rapporto tra centro e periferia, trasformandolo da gerarchico a funzionale) effettivamente gli atenei sono stati posti in concorrenza tra di loro, ma questo non ha fatto venir meno il principio solidaristico e sistematico; basti pensare al fatto che solo una parte del costo del servizio viene effettivamente pagata da chi ne fruisce, essendo il grosso a carico dell'Erario, cioè della fiscalità generale (vale ad ire che sono finanziate attraverso le imposte).

              Personalmente ritengo che sia stato un gravissimo errore di Moratti e Stanca prevedere la distinzione tra atenei tradizionali e telematici: se non ci fosse stato questo peccato originale, oggi non saremmo a questa patetica guerra. Infatti non esistendo la categoria giuridica delle università telematiche altri atenei non potrebbero fare la voce grossa se non con atenei specifici, di cui dovrebbero indicare, senza ipocrisie, nomi e cognomi.

              Inoltre ritengo veramente molto stupido vietare ai propri docenti di fare parte di commissioni di concorso di università telematiche. Ricordiamoci 4 cose:
              1. le commissioni per legge da anni devono essere tutte esterne e se tutti gli atenei imponessero questo divieto si arriverebbe al paradosso che per reclutare docenti presso le università telematiche le commissioni sarebbero composte solo da docenti di università telematiche, allora sì che ci sarebbe un conflitto di interessi;
              2. sic stantibus rebus, evidentemente il divieto sarebbe previsto per ripicca e non perché si ha a cuore la qualità del sistema, visto che attraverso questa misura manifestamente ideologica si perseguirebbe l'intento opposto di garantire che il reclutamento del personale docente nelle università telematiche avvenga nello stesso modo che in tutte le altre (statali e non), come previsto dalla legge, che viepiù attribuisce a tutti i docenti di qualsiasi università italiana identico stato giuridico, infatti i requisiti di accesso ai concorsi sono gli stessi presso tutti gli atenei, abilitazione scientifica nazionale compresa;
              3. a séguito di un concorso indetto da qualsiasi università il vincitore può essere assunto da qualsiasi università, tant'è che l'ex ministro Maria Chiara Carrozza, all'epoca professore associato dell'Università di Pisa, vinse il concordo di ordinario alla Marconi (telematica) e fu chiamata e immessa in servizio come ordinario nello stesso ateneo in cui prestava servizio come associato;
              4. le assunzioni di professori straordinari per chiamata diretta per elevata qualificazione scientifica o professionale, chiara fama o rientro dei cervelli (art. unico, cc. 9 e 12, legge 230/2005) vanno autorizzate dal Cun, qualsiasi università le effettui;
              5. il trasferimento dei docenti per passaggio diretto da una università all'altra (mobilità esterna) è ammesso tra università statali e non statali anche telematiche (vedi ad esempio Bassani passato dalla Università degli studi di Milano alla Pegaso), ed è vero che non lo accetta quasi nessuno (Ca' Foscari è tra i pochi atenei ad avere emanato un apposito regolamento in materia) malgrado l'emanazione da parte della Messa di una riforma al riguardo attesa da oltre 40 anni, ma esistono gli interscambi contestuali, cioè le mobilità contemporanee per compensazione, che difficilmente possono essere negate.

              Credo francamente che certuni siano solo alla ricerca di appigli e pretesti per fare quadrato tra loro contro le università telematiche al fine di fare ostruzionismo e garantire il mantenimento dello status quo, ma della qualità se ne sbattano altamente (anche perché se così non fosse ai tempi del Laureare l'esperienza avrebbero dovuto fare chiudere l'Università degli studi di Siena, che regalava lauree a tutto spiano ai carabinieri, mentre l'Università di Pisa le regalava agli appartenenti alla Marina militare, tanto per fare due esempi di rispettabilissime università tradizionali – e statali – al di sopra di ogni sospetto).

              Altra cosa: io credo che l'esclusione dei rettori delle telematiche dalla Crui sia fondamentalmente illegale.

              Proporrei come risolvere il problema:
              1. abolizione di ogni distinzione tra università presenziale e università telematica, anche nella denominazione;
              2. divieto di convenzioni onerose, cioè grazie alle quali qualcuno trae profitto dall'immatricolazione di qualcun altro, e di intermediazione, così finisce il mercato dei centri studio, che sono fondamentalmente quelli che devastano la reputazione delle università telematiche;
              3. divieto di utilizzo di struementi di marketing diretto e pubblicità aggressiva (e sapete bene a chi mi riferisco);
              4. divieto di "offerte speciali".​
              Ultima modifica di dottore; 08-03-2025, 07:42.
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              • #82
                Vi segnalo questo articolo che offre un altro punto di vista sul tema

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                • #83
                  Originariamente inviato da rainydays Visualizza il messaggio
                  Vi segnalo questo articolo che offre un altro punto di vista sul tema
                  Articolo equilibrato e con considerazioni giustissime.

                  Leggendo i vari articoli precedenti mi chiedo come mai straccivendoli come lo zunino e la gabbanelli, che propinano idiozie alle quali qualche credulone da' ancora credito, e propongono una informazione falsa e tendenziosa, non siano ancora stati espulsi dall'ordine dei giornalisti.
                  In passato ho visto giornalisti, anche famosi, espulsi dall'ordine o quantomeno censurati, solo per aver fatto una innocua pubblicità, mentre gente come i due soggetti sopra citati, con stipendi milionari, continuano imperterriti a fare danni.

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                  • #84
                    Letture per il weekend:

                    https://m.flcgil.it/universita/unive...versitario.flc

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                    • #85
                      Il punto di maggiore interesse è sempre quello di qualche settimana, fa dove questa gente, prendendo spunto da non so dove, riporta: "Si prevede quindi esplicitamente la possibilità di ulteriore deroghe, non in considerazione di condizioni straordinarie, ma sulla base dell’esistenza di tecnologie appropriate[...] introduce di fatto la possibilità di tenere usualmente esami a distanza sulla base delle tecnologie a disposizione, attraverso successive disposizioni ministeriali. Ovviamente sono fonti non ufficiali: non ci resta che aspettare il vero decreto.

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                      • #86
                        Peggio di Repubblica c'è solo la Cgil.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #87
                          https://www.corriereadriatico.it/AMP...i-8521995.html

                          Altro carico di spazzatura dall'amico john

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                          • #88
                            Ho letto un altro paio di articoli molto discutibili, per usare un eufemismo, mi pare su StarMag. Se li ritrovo torno a qui a segnalarli e magari li discutiamo.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #89
                              https://www.tv2000.it/siamonoi/2025/...-e-telematici/

                              Non è un articolo di un giornalaio, bensì un dibattito televisivo tra il Rettore della Nettuno, una tizia di qualche ateneo milanese e uno studente laureato alla Giustino Fortunato condotto da una giornalista. Solita storia, il rapporto docenti-studenti troppo alto, parla poi di costringere gli studenti all'interazione quando semplicemente non possono costringerli per legge dal momento che la frequenza obbligatoria stablita dalla legge è solo per i corsi di laurea in ambito sanitario, piange perché il neodiplomato si fa 1 anno dentro la statale milanese e poi cambia per la telematica (mi spiace, ma succede questo ad assumere la qualunque, d'altronde con questo criterio si privilegia la quantita a scapito della qualità). Poi parla del modello virtuoso dell'università a distanza di Madrid. Voglio crederci che per te è virtuoso, costa 7000€ ed è a numero chiuso fatto quindi in modo da non entrare in concorrenza con le università in presenza, dal punto di vista dello studente italiano per quella cifra fa prima a provare il test per entrare in quella fabbrica chianata Bocconi. Questa storia del rapporto studente-docente serve solo alle università statali per riprendersi il monopolio a scapito degli altri e tornare a fare quello che vogliono dentro le aule.
                              L-14 Guglielmo Marconi

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                              • #90
                                Originariamente inviato da Nome-Utente Visualizza il messaggio
                                il rapporto docenti-studenti troppo alto
                                Immagino tu voglia dire il contrario, cioè rapporto docenti-studenti troppo basso o rapporto studenti-docenti troppo alto.

                                la frequenza obbligatoria stablita dalla legge è solo per i corsi di laurea in ambito sanitario
                                Non è stabilita dalla legge.

                                succede questo ad assumere la qualunque
                                Le università non possono assumere la qualunque.
                                Il reclutamento dei docenti avviene sulla base di regole fissate dalla legge mediante concorso (per principio costituzionale). I docenti delle università statali e non statali hanno identico stato giuridico e pertanto sono reclutati nello stesso modo. Da quasi 25 anni, con l'introduzione dell'abilitazione scientifica nazioanle (legge 240/2010), il reclutamento è tornato a essere su base nazionale. Vero che i concorsi si tengono a livello locale, ma le commissioni sono esterne (sono composte da 3 professori, indifferentemente provenienti da università statali o non statali) e inoltre la chiamata può avvenire anche da parte di università diversa da quella che ha espletato il concorso.

                                PS
                                La Garito, correttamente, si fa chiamare rettore e non rettrice. Infatti dice «sono stata direttore» e «quando facevo il professore alla Sapienza» (anche se «giovane ricercatrice»). La conosco personalmente, oltre ad aver visto le pergamene e altro materiale istituzionale che lei firma. Questa canzone ovviamente non va a te, ma agli autori della trasmissione.

                                PPS
                                Qualcuno mi dovrebbe spiegare perché un pugliese si dovrebbe trasferire a Torino per studiare Filosofia. Mah.
                                Ultima modifica di dottore; 08-03-2025, 08:29.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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