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Università telematiche e giornalismo spazzatura

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  • #61
    Queste sono le università coinvolte nell'inchiesta:
    • Università degli Studi UnideMontaigne di Milano
    • Università Popolare Scienze della Nutrizione di Firenze
    • Università Popolare-Unitelematica Leonardo da Vinci (con diverse sedi)
    • Università Anglocattolica San Paolo Apostolo di Roma
    • Università Popolare degli Studi Sociali e del Turismo di Napoli
    • Centro Studi Koiné Europe+ di Lecce
    • Harris University di Palermo
    • Uniaccademia-Westbrook University di Palermo
    • Reald University di Palermo (con uffici a Palermo, Termini Imerese e Misilmeri)
    • Selinus University of Science and Literature (con sedi a Ragusa e Bologna)
    Sono tutte, come diceva dottore, pseudo-università

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    • #62
      Diciamo che la malafede dei giornalisti e dei loro burattinai, nel riportare il numero 11 (non casuale) senza nomi o riferimenti, è di una bassezza inaudita, per i motivi indicati da Dottore.

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      • #63
        Volevo chiedere a dottore in relazione a queste "università" vorrei capire ad esempio:

        - l Polimoda di Firenze
        - la ESE European School of Economics - Stage e Career Services (ese.ac.uk)

        che tipo di titoli rilasciano? non sono lauree universitarie giusto?

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        • #64
          Ho letto la notizia da diverse fonti. Ovviamente nessuna che specifica la differenza tra gli atenei telematici, università a tutti gli effetti, da questi pseudo istituti che elargiscono corsi senza valore accademico.

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          • #65
            Originariamente inviato da Il Comodino Visualizza il messaggio
            Queste sono le università coinvolte nell'inchiesta:[LIST][*]Università Popolare degli Studi Sociali e del Turismo di Napoli
            Questa è carta conosciuta. Opera perlomeno dal 1971 sotto le seguenti denominazioni:
            - Libera facoltà di Scienze turistiche;
            - Libera università di Scienze turistiche;
            - Libera università degli studi europea (LUSE);
            - Università popolare degli studi sociali e del turismo (UNIPOSST).
            Ha avuto sedi a Faicchio sino al 1975, a Napoli dal 1975 al 1992 e infine a Caserta, in cui già nel 1989 aveva aperto una sede secondaria.
            Attualmente opera come UNIPOSST e LUSE. Sul sito di quest'ultima, dice che la LUSE è composta dalla Libera facoltà di Scienze turistiche e da altri due soggetti che altro non sono che la medesima sotto altri nomi: il Centro studi e ricerche sul turismo e la Scuola superiore di formazione manageriale. Inoltre annuncia che «nell'immediato» sarà operativa una convenzione con la Libera università San Pio V di Roma per l'attivazione dei corsi di laurea in Scienze politiche e Lingue e letterature straniere e, «prossimamente», di quello in Scienze bancarie. Peccato che la Università Pio V, che era una vera università, si sia trasformata nel 2013 in Unint, Università degli studi internazionali di Roma, dopo essersi denominata per un breve periodo (2010-2013) Libera università degli studi per l'innovazione e le organizzazioni. Inoltre, a differenza di quanto scritto sul sito, non è promossa dall'Istituto di studi politici San Pio V: tale istituto, che è un'associazione fondata nel 1971 e che ha ottenuto la personalità giuridica nel 1986 con riconoscimento con decreto del capo dello Stato, ne è stato il soggetto promotore dal 1996 al 2011, quando ad esso è subentrata la Fondazione per la ricerca sulla migrazione e integrazione delle tecnologie. Anche gli indirizzi riportati sul sito non corrispondono a quelli attuali.

            Sono tutte, come diceva dottore, pseudo-università
            Infatti. E mi meraviglio che non sia finita nella lista la Università popolare degli studi di Milano.

            Comunque quello che mi fa specie è che la Cnupi, Confederazione nazionale delle università popolari italiane, non cacci certi soggetti a calci. Non voglio insinuare che sia complice, ma perlomeno finge di non sapere.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #66
              Originariamente inviato da Il Comodino Visualizza il messaggio
              Volevo chiedere a dottore in relazione a queste "università" vorrei capire ad esempio:

              - l Polimoda di Firenze
              - la ESE European School of Economics - Stage e Career Services (ese.ac.uk)

              che tipo di titoli rilasciano? non sono lauree universitarie giusto?
              Il Polimoda non dice da nessuna parte di essere una università, e l'unico titolo protetto che usa è quello di master, ma tanto lo fanno tutti (ex plurimis, 24ore business school, Il Sole 24 ore formazione, RCS academy business school, Il Denaro formazione, Stoà, Publitalia, Ispi, Istituto Alcide de Gasperi) e la cosa è ampiamente tollerata, anche perché fondamentalmente la gente dopo 22 anni ancora non ha capìto che il master è un titolo di studio e non un corso, infatti si fa prendere per le terga dalla Pegaso e dalla Mercatorum (che sono vere università) che al termine dei corsi che chiamano master rilascia, anziché il titolo di studio, un attestato di frequenza.
              Diciamo che possiamo dire che è un po' borderline, come lo Ied (peraltro molto famoso), la Fondazione Accademia di comunicazione (che di tanto in tanto si trova citata come H-demia, ma non mi risulta abbia mai utilizzato questa denominazione) e il non più esistente Istituto superiore di comunicazione (che credo sia stato assorbito dallo Ied).

              La Ese è una delle più antiche e meglio organizzate università farlocche, che agli albori della sua esistenza finì a Mi manda Rai3 (che forse all'epoca era ancora Mi manda Lubrano) perché dei ragazzi che si erano iscritti ad essa avevano scoperto che era una finta università a causa del rigetto della domanda di rinvio del servizio militare di leva. All'epoca dicevano che i loro corsi erano di diritto britannico/inglese e i titoli erano rilasciati da (o congiuntamente con), se non ricordo male, la University of Nottingham. Adesso a quanto si legge sul sito la Ese avrebbe stipulato un accordo con la Richmond American university London, la quale convalida gli studi completati presso la Ese a vista del diploma rilasciato da Ese per rilasciare il proprio corrispondente titolo britannico con la specificazione che esso viene rilasciato in séguito a riconoscimento del percorso svolto e concluso presso un centro Ese, un po' come avviene da parte delle tre università inglesi (Cumbria, Salford e Saint John) convenzionate con il Robert Kennedy college di Zurigo (che è una società per azioni).
              Se però si va sul web, si trova che la predetta Università americana Richmond in Londra non rilascia titoli di diritto britannico, bensì titoli accreditati dalla Commissione per l'istruzione superiore degli stati uniti centrali (MSCHE), che, per inciso, è un soggetto di di diritto privato (avente sede a Wilmington, Delaware), visto che negli Usa non esiste il valore legale. Non trovo traccia dell'asserito accreditamento presso il Servizio di accreditamento per le scuole, i colleges e le università internazionali (ASIC) di Sua Maestà il sovrano del Regno unito, che, però giustappunto accredita università straniere nel Regno, non università britanniche.
              Non risulta, infine, che la Ese sia accreditata in Italia come filiazione di una università estera.
              La Ese nella sua storia ha avuto sedi di appoggio anche presso un istituto scolastico religioso partenopeo, non ricordo se il Denza o il Pontano. Il Denza all'epoca era retto padri Barnabiti, il Pontano dai Gesuiti. Oggi il Pontano è stato ceduto a una società di capitali (impresa sociale) composta da soci persone fisiche tutti laici, però mantiene un contatto con i padri della Compagnia di Gesù (che non è un ordine religioso, ma un istituto di vita consacrata composto da chierici secolari*), che credo non siano più presenti nella struttura. Il Denza, invece, è passato a un'associazione laica che si chiama "La compagnia dei figliuoli", e parimenti credo che non ospiti più i padri.

              L'Accademia italiana di comunicazione, infine, è retta da Ilas Srl, socio Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) e agenzia formativa accreditata dalla Regione Campania ai sensi della legge regionale 15/1987. Attualmente essa rilascia le qualifiche professionali regionali di tecnico esperto in campagne comunicativo-promozionali, grafico pubblicitario, social media manager, ripresa e montaggio video, fotografia pubblicitaria e web design. I suoi corsi durano 300 ore (credo si computino solo quelle d'aula) nell'arco di 11 mesi e consentono di assolvere all'obbligo scolastico successivo alla scuola secondaria di primo grado.





              ___________
              * Un istituto di vita consacrata è una comunità di persone, del medesimo sesso o di entrambi i sessi, che professano pubblicamente i voti religiosi di povertà, castità e obbedienza e si distinguono in religiosi e secolari. Quelli secolari possono essere clericali o laicali.
              Gli istituti religiosi possono essere:
              • ordini, che a loro volta sono suddivisi in monastici e mendicanti;
              • comunità di chierici regolari;
              • congregazioni.
              Le principali differenze sono le seguenti:
              • gli ordini sono istituti di vita religiosa comunitaria composti da membri che seguono la regola di un santo (Benedetto da Norcia, Agostino d'Ippona, Brunone di Colonia, Basilio di Cesarea, Francesco d'Assisi), chiamati monaci o, nel caso di quelli mendicanti che seguono la regola di Francesco d'Assisi, frati. I membri degli ordini professano i voti di povertà, castità e obbedienza in forma solenne e non hanno necessariamente ricevuto l'ordinazione sacerdotale (in altre parole, non sempre dicono messa). I monaci e le monache (suore degli ordini monastici) vivono nei monasteri, i frati e le suore degli ordini mendicanti nei conventi.
              • gli appartenenti a comunità religiose di chierici regolari sono generalmente presbiteri, cioè giustappunto chierici regolari (cioè hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale), che professano i voti in forma semplice, anche se la distinzione tra voti solenni e voti semplici con le varie riforme del diritto canonico si è affievolita nel tempo (curiosità: i Mariani una volta erano un ordine religioso, Ordine dell'immacolata concezione della beatissima vergine Maria, ma nel 1908 per evitarne l'estinzione, visto che ne era rimasto uno solo, si declassarono in comunità di chierici regolari).
              • le congregazioni sono istituti religiosi o clericali in cui si professano i voti solenni (originariamente 4, ma quello aggiuntivo è stato declassato a speciale proposito), che possono essere completamente autonome oppure legate in qualche modo a un ordine religioso o mendicante
              Esempio di ordine secolare: Ordine della Beata Vergine del monte Carmelo, composto dai padri carmelitani scalzi e dalle suore carmelitane scalze.
              Esempio di istituto di chierici regolari: Istituto dei chierici regolari di San Paolo (padri barnabiti), cui sono aggregati le suore angeliche di San Paolo e il Movimento laici di San Paolo.
              Non faccio esempi sugli ordini mendicanti perché la famiglia francescana è un mondo a sé, pieno di ramificazioni maschili, femminili e miste estremamente complessi.
              Esempio di congregazione: Istituto suore compassioniste serve di Maria, originariamente autonomo (peraltro fondato da una suora già teresiana) e riconosciuto dalla sola diocesi di Stabia, poi elevato a istituto religioso di diritto pontificio con l'aggregazione all'Ordo servorum Mariæ. Altre congregazioni sono l'Istituto piccole ancelle del Cristo re, autonomo (sebbene molto legato di fatto, per motivi storici legati al fondatore e all'ubicazione della casa madre, alla famiglia francescana), e le Ancelle del Sacro Cuore, alter ego femminile della Congregatio Missionariorum a Sacris Cordibus Iesu et Mariæ, che è autonoma.

              Un istituto di vita consacrata di tipo secolare è il Pontificio istituto missioni estere, che è composto sia da chierici sia da laici (anche se viene generalmente classificato come clericale perché i suoi membri sono quasi tutti chierici) ed è anche una società apostolica, poiché si pone il fine di propagare la fede (cattolica) nel mondo alla maniera degli apostoli.

              Le strutture in cui dimorano gli appartenenti a istituti di vita consacrata diversi dagli ordini non sono né conventi né monasteri, ma si chiamano case (eventualmente case religiose se si tratta di istituti a carattere religioso).

              A volte i termini "istituto", "congregazione", "comunità", "ordine" vengono impropriamente intercambiati, ma le definizioni da diritto canonico sono quelle di cui sopra (anche se, a onor del vero, il termine "congregazione" viene sovente utilizzato per indicare genericamente una comunità religiosa o ecclesiale di vita comune strutturata).
              Ultima modifica di dottore; 11-09-2024, 13:57.
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              • #67
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Il Polimoda non dice da nessuna parte di essere una università, e l'unico titolo protetto che usa è quello di master, ma tanto lo fanno tutti (ex plurimis, 24ore business school, Il Sole 24 ore formazione, RCS academy business school, Il Denaro formazione, Stoà, Publitalia, Ispi, Istituto Alcide de Gasperi) e la cosa è ampiamente tollerata, anche perché fondamentalmente la gente dopo 22 anni ancora non ha capìto che il master è un titolo di studio e non un corso, infatti si fa prendere per le terga dalla Pegaso e dalla Mercatorum (che sono vere università) che al termine dei corsi che chiamano master rilascia, anziché il titolo di studio, un attestato di frequenza.
                Diciamo che possiamo dire che è un po' borderline, come lo Ied (peraltro molto famoso), la Fondazione Accademia di comunicazione (che di tanto in tanto si trova citata come H-demia, ma non mi risulta abbia mai utilizzato questa denominazione) e il non più esistente Istituto superiore di comunicazione (che credo sia stato assorbito dallo Ied).

                La Ese è una delle più antiche e meglio organizzate università farlocche, che agli albori della sua esistenza finì a Mi manda Rai3 (che forse all'epoca era ancora Mi manda Lubrano) perché dei ragazzi che si erano iscritti ad essa avevano scoperto che era una finta università a causa del rigetto della domanda di rinvio del servizio militare di leva. All'epoca dicevano che i loro corsi erano di diritto britannico/inglese e i titoli erano rilasciati da (o congiuntamente con), se non ricordo male, la University of Nottingham. Adesso a quanto si legge sul sito la Ese avrebbe stipulato un accordo con la Richmond American university London, la quale convalida gli studi completati presso la Ese a vista del diploma rilasciato da Ese per rilasciare il proprio corrispondente titolo britannico con la specificazione che esso viene rilasciato in séguito a riconoscimento del percorso svolto e concluso presso un centro Ese, un po' come avviene da parte delle tre università inglesi (Cumbria, Salford e Saint John) convenzionate con il Robert Kennedy college di Zurigo (che è una società per azioni).
                Se però si va sul web, si trova che la predetta Università americana Richmond in Londra non rilascia titoli di diritto britannico, bensì titoli accreditati dalla Commissione per l'istruzione superiore degli stati uniti centrali (MSCHE), che, per inciso, è un soggetto di di diritto privato (avente sede a Wilmington, Delaware), visto che negli Usa non esiste il valore legale. Non trovo traccia dell'asserito accreditamento presso il Servizio di accreditamento per le scuole, i colleges e le università internazionali (ASIC) di Sua Maestà il sovrano del Regno unito, che, però giustappunto accredita università straniere nel Regno, non università britanniche.
                Non risulta, infine, che la Ese sia accreditata in Italia come filiazione di una università estera.
                La Ese nella sua storia ha avuto sedi di appoggio anche presso un istituto scolastico religioso partenopeo, non ricordo se il Denza o il Pontano. Il Denza all'epoca era retto padri Barnabiti, il Pontano dai Gesuiti. Oggi il Pontano è stato ceduto a una società di capitali (impresa sociale) composta da soci persone fisiche tutti laici, però mantiene un contatto con i padri della Compagnia di Gesù (che non è un ordine religioso, ma un istituto di vita consacrata composto da chierici secolari*), che credo non siano più presenti nella struttura. Il Denza, invece, è passato a un'associazione laica che si chiama "La compagnia dei figliuoli", e parimenti credo che non ospiti più i padri.

                L'Accademia italiana di comunicazione, infine, è retta da Ilas Srl, socio Aiap (Associazione italiana design della comunicazione visiva) e agenzia formativa accreditata dalla Regione Campania ai sensi della legge regionale 15/1987. Attualmente essa rilascia le qualifiche professionali regionali di tecnico esperto in campagne comunicativo-promozionali, grafico pubblicitario, social media manager, ripresa e montaggio video, fotografia pubblicitaria e web design. I suoi corsi durano 300 ore (credo si computino solo quelle d'aula) nell'arco di 11 mesi e consentono di assolvere all'obbligo scolastico successivo alla scuola secondaria di primo grado.





                ___________
                * Un istituto di vita consacrata è una comunità di persone, del medesimo sesso o di entrambi i sessi, che professano pubblicamente i voti religiosi di povertà, castità e obbedienza e si distinguono in religiosi e secolari. Quelli secolari possono essere clericali o laicali.
                Gli istituti religiosi possono essere:
                • ordini, che a loro volta sono suddivisi in monastici e mendicanti;
                • comunità di chierici regolari;
                • congregazioni.
                Le principali differenze sono le seguenti:
                • gli ordini sono istituti di vita religiosa comunitaria composti da membri che seguono la regola di un santo (Benedetto da Norcia, Agostino d'Ippona, Brunone di Colonia, Basilio di Cesarea, Francesco d'Assisi), chiamati monaci o, nel caso di quelli mendicanti che seguono la regola di Francesco d'Assisi, frati. I membri degli ordini professano i voti di povertà, castità e obbedienza in forma solenne e non hanno necessariamente ricevuto l'ordinazione sacerdotale (in altre parole, non sempre dicono messa). I monaci e le monache (suore degli ordini monastici) vivono nei monasteri, i frati e le suore degli ordini mendicanti nei conventi.
                • gli appartenenti a comunità religiose di chierici regolari sono generalmente presbiteri, cioè giustappunto chierici regolari (cioè hanno ricevuto l'ordinazione sacerdotale), che professano i voti in forma semplice, anche se la distinzione tra voti solenni e voti semplici con le varie riforme del diritto canonico si è affievolita nel tempo (curiosità: i Mariani una volta erano un ordine religioso, Ordine dell'immacolata concezione della beatissima vergine Maria, ma nel 1908 per evitarne l'estinzione, visto che ne era rimasto uno solo, si declassarono in comunità di chierici regolari).
                • le congregazioni sono istituti religiosi o clericali in cui si professano i voti solenni (originariamente 4, ma quello aggiuntivo è stato declassato a speciale proposito), che possono essere completamente autonome oppure legate in qualche modo a un ordine religioso o mendicante
                Esempio di ordine secolare: Ordine della Beata Vergine del monte Carmelo, composto dai padri carmelitani scalzi e dalle suore carmelitane scalze.
                Esempio di istituto di chierici regolari: Istituto dei chierici regolari di San Paolo (padri barnabiti), cui sono aggregati le suore angeliche di San Paolo e il Movimento laici di San Paolo.
                Non faccio esempi sugli ordini mendicanti perché la famiglia francescana è un mondo a sé, pieno di ramificazioni maschili, femminili e miste estremamente complessi.
                Esempio di congregazione: Istituto suore compassioniste serve di Maria, originariamente autonomo (peraltro fondato da una suora già teresiana) e riconosciuto dalla sola diocesi di Stabia, poi elevato a istituto religioso di diritto pontificio con l'aggregazione all'Ordo servorum Mariæ. Altre congregazioni sono l'Istituto piccole ancelle del Cristo re, autonomo (sebbene molto legato di fatto, per motivi storici legati al fondatore e all'ubicazione della casa madre, alla famiglia francescana), e le Ancelle del Sacro Cuore, alter ego femminile della Congregatio Missionariorum a Sacris Cordibus Iesu et Mariæ, che è autonoma.

                Un istituto di vita consacrata di tipo secolare è il Pontificio istituto missioni estere, che è composto sia da chierici sia da laici (anche se viene generalmente classificato come clericale perché i suoi membri sono quasi tutti chierici) ed è anche una società apostolica, poiché si pone il fine di propagare la fede (cattolica) nel mondo alla maniera degli apostoli.

                Le strutture in cui dimorano gli appartenenti a istituti di vita consacrata diversi dagli ordini non sono né conventi né monasteri, ma si chiamano case (eventualmente case religiose se si tratta di istituti a carattere religioso).

                A volte i termini "istituto", "congregazione", "comunità", "ordine" vengono impropriamente intercambiati, ma le definizioni da diritto canonico sono quelle di cui sopra (anche se, a onor del vero, il termine "congregazione" viene sovente utilizzato per indicare genericamente una comunità religiosa o ecclesiale di vita comune strutturata).
                Grazie delle informazioni così dettagliate, incredibile quante cose conosci e colleghi tra loro, non ho mai letto utenti/persone che riescono a dare informazioni riguardo questi temi, con questi dettagli e chiare come fai tu.

                Ti ringrazio soprattutto per ESA di cui conosco 2 persone che si sono "Laureate" li, tra l'altro la retta si aggira intorno ai 20.000/25.000 l'anno, se hanno fatto una "truffa" così lunga nel tempo a queste cifre, bisogna fare chapeau.

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                • #68
                  Originariamente inviato da Il Comodino Visualizza il messaggio

                  Grazie delle informazioni così dettagliate, incredibile quante cose conosci e colleghi tra loro, non ho mai letto utenti/persone che riescono a dare informazioni riguardo questi temi, con questi dettagli e chiare come fai tu.

                  Ti ringrazio soprattutto per ESA di cui conosco 2 persone che si sono "Laureate" li, tra l'altro la retta si aggira intorno ai 20.000/25.000 l'anno, se hanno fatto una "truffa" così lunga nel tempo a queste cifre, bisogna fare chapeau.
                  Ti ringrazio per i complimenti. Se ti riferisci a Ese, a onor del vero devo dire che i loro "titoli" sembrano avere una certa efficacia, ma non in Italia, bensì proprio nei paesi di lingua inglese. Probabilmente il loro intento non è fraudolento, ma è molto border line rispetto all'ordinamento italiano.
                  Di certo chi si è "laureato" alla Ese non può dire, in Italia, di essere laureato.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #69
                    Pare sia partito all'attacco anche Il Fango quotidiano.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #70
                      Variazione sul tema. Forse è la volta buona che repubblica scrive qualcosa di sensato.

                      https://www.repubblica.it/italia/202...423526758/amp/

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                      • #71
                        https://www.econopoly.ilsole24ore.co...tiche-decreto/

                        Nel frattempo una voce fuori dal coro che propone considerazioni corrette e non faziose.

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                        • #72
                          Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                          https://www.econopoly.ilsole24ore.co...tiche-decreto/

                          Nel frattempo una voce fuori dal coro che propone considerazioni corrette e non faziose.
                          Ne sei proprio sicuro?
                          Quanto a faziosità non mi sembra fazioso, ma è pieno zeppo di imprecisioni e inesattezze e inoltre ricco di suggestioni quasi subliminali. In particolare, ci sono almeno due frasi che suggeriscono al lettore che attualmente non esiste una normativa sulle università telematiche, una menzogna che, agendo da fallacia logica, inficia molte considerazioni.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #73
                            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                            Ne sei proprio sicuro?
                            Quanto a faziosità non mi sembra fazioso, ma è pieno zeppo di imprecisioni e inesattezze e inoltre ricco di suggestioni quasi subliminali. In particolare, ci sono almeno due frasi che suggeriscono al lettore che attualmente non esiste una normativa sulle università telematiche, una menzogna che, agendo da fallacia logica, inficia molte considerazioni.
                            Ok è vero però va detto che almeno affronta la questione dalla giusta prospettiva e non quella che propone da tempo La Repubblica.

                            Mi è piaciuto molto questo passaggio che condivido quando si parla di Università digitale:

                            La qualità dell’insegnamento e l’attenzione agli studenti non si misurano solo attraverso il rapporto numerico tra docenti e discenti, ma anche attraverso la capacità di soddisfare le necessità degli studenti.
                            Inoltre concordo sul fatto che sia sbagliato continuare a distinguere le Università (tradizionali/digitali) quando in tutto il mondo le stesse università tradizionali da tempo si stanno attrezzando per avere avere approcci allo studio in entrambe le modalità.

                            Si può discutere sullo standard degli esami, non credo lo si possa fare sul numero di docenti o sulle modalità sincrone o asincrone.

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                            • #74
                              https://www.corriere.it/cronache/24_...cxlk_amp.shtml

                              Il Corriere cerca di riequilibrare la correttezza dell'informazione, contrastando le fregnacce che scrivono i giornalai e i passacarte di repubblica.

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                              • #75
                                Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                                Il Corriere cerca di riequilibrare la correttezza dell'informazione, contrastando le fregnacce che scrivono i giornalai e i passacarte di repubblica.
                                Perché non hai letto StartMag
                                Il Corsera è interessato perché Pegaso gestisce la RCS Academy (infatti avete notato che la Gabanelli non attacca mai apertamente la Pegaso e Multiversity?). Così come Il Sole 24 ore per la propria scuola di formazione ha notoriamente una partnership con la Marconi.

                                Comuque l'articolo è un contributo ospitato della Modugno, che scrive in qualità di professore. Io la conosco (e la stimo: del resto come non si può non stimare una donna che strenuamente resiste all'imbarbarimento boldriniano-fedeliano-veghiano firmandosi «professore ordinario», com'è giusto che sia?) e devo farle una tiratina d'orecchie virtuale perché la questione del divario Nord-Sud è frutto di uno stereotipo insopportabile.

                                Una precisazione: i dati a cui fa riferimento nell'articolo non sono di AlmaLaurea, alla quale attualmente nessuna telematica aderisce, ma dell'ANSU. Inoltre la «laurea triennale» nel resto d'Europa non esiste. Infatti i corsi di primo ciclo in molti stati europei durano 4 anni, in qualcuno non hanno durata fissa.

                                Comunque, apprezziamo lo sforzo (anche se rimane fondamentalmente un articolo di opinione: per carità, sempre meglio delle menzogne tutt'altro che imparziali spacciate per data journalism).
                                Ultima modifica di dottore; 02-11-2024, 11:26.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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