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Studenti telematica Pegaso
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Se avessi conseguito la laurea in un ateneo tradizionale, avresti potuto appenderle entrambe e sottolineare, laddove secondo quanto dici ti ritrovi costretto a giustificarti, che avevi sostenuto la maggior parte degli esami del tuo percorso in una università che loro reputano seria.Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggioDai non essere così criptico. A questo punto dimmi qualcosa di più anche se già so che non saranno rose e fiori
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Ti capisco perfettamente ma proprio perchè comprendo la tua situazione mi dispiace sentire che hai fatto questi passi indietro rispetto alla tua "missione" sul forum e in generale il tuo voler difendere l'Unicusano.Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggioCiao Marika, io non rinnego niente anzi continuerò a difendere Unicusano da tutte le critiche ingiuste e costruite ad arte.
Sono consapevole del mio percorso ed orgoglioso di essere arrivato alla meta (che non è stata affatto facile da raggiungere).
Malgrado ciò però, come ho già avuto modo di dire, avverto sulla mia pelle la discriminazione di cui soffrono le telematiche e se da un lato combatto costantemente per far capire che telematica-non statale non equivale a laurea regalata, dall'altro coltivo il desiderio di non dover sempre "giustificare" la validità del mio titolo. E sono convinto che proprio su questo aspetto della questione tu mi capisca molto bene.
A questo poi aggiungo che, malgrado i grandi passi in avanti compiuti nell'idem sentire dell'opinione pubblica, il titolo conseguito in una università tradizionale sia maggiormente "prestigioso" per svolgere un'attività professionale.
Forse solo Unitelma Sapienza riesce a godere di un "appeal" maggiore dovuto alla sua stretta "parenela" con la Sapienza di Roma tradizionale (ma magistrale LM-51 Unitelma non ne ha).
Non coltivo lo stesso pregiudizio che combatto però non nego che questo pregiudizio sia pesante da affrontare costantemente.
Non ho molto gradito, però ho apprezzato il fatto che tu ti sia esposto così pubblicamente quando potevi benissimo stare zitto e fare i tuoi comodi.
Per concludere non è che ti stai facendo troppi problemi, diciamo che ti stai facendo problemi su cui è giusto pensare ma che fra qualche anno, quando quasi tutti i corsi di quasi tutte le università saranno telematici, non avranno più alcuna importanza.
Non posso invitarti a ripensarci perchè la vita è tua, il curriculum è tuo e, mi perdonerai la poca classe, il c*lo è tuo.
E' giusto che sia tu a decidere.
Se posso darti un consiglio io mi confronterei con qualche tutor dell'Unicusano per questo problema o addirittura chiederei al Rettorato: è il tuo ateneo che dovrebbe venire incontro ai laureati, anche garantendo lavoro, non dovrebbe essere il laureato a decidere di auto-rinnegarsi.
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Ciao Ragazzi, in particolare a "Marika" e "dottore" che sono sicuramente i due soggetti che maggiormente partecipano a questa discussione.
Ci tengo a sottolineare nuovamente che stando al più recente rapporto dell'ANVUR reperibile qui:
Rapporti ANVUR di Accreditamento Periodico ”“ ANVUR ”“ Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca
l'Unipegaso ha ottenuto la valutazione di "Soddisfacente" ed il voto di 5,5 che fra le telematiche finora analizzate risulta secondo soltanto a quello dell'Uninettuno che, peraltro, è superiore a quello di molte università statali.
Ad esempio le votazioni dell'eCampus, Cusano ed Unitelma sono state rispettivamente di 4,21, 5,00 e 4,84 dunque inferiori a quella ottenuta dall'Unipegaso. Naturalmente sono tutte valutazioni che presto verranno nuovamente riviste dall'ANVUR ma, quantomeno per il momento, la situazione è questa.
Detto ciò, ricordo di essermi laureato con lode in Fisica presso l'ateneo di Padova circa una trentina di anni fa quando, secondo "tutti", le lauree erano ancora una cosa molto seria (soprattutto a Padova). Ho sempre raggiunto la valutazione massima in tutti i corsi che ho poi seguito nella mia vita e nell'ultimo test del QI "certificato" al quale mi sono sottoposto, seppur non più giovane, il risultato è stato di 160 con sd 15 dunque superiore al risultato ottenuto da numerosi premi nobel e fra i migliori in Italia.
Nonostante ciò mi sono recentemente laureato, dunque per la seconda volta in vita mia, alla Pegaso e mi è stata "negata" la lode. Questo rappresenta il primo ed il più grande smacco della mia carriera scolastica/intellettuale e che al momento non ho, francamente, ancora superato. Tutti gli altri voti conseguiti nella mia sessione di laurea sono stati a dir poco indecenti al punto tale che ad un certo punto, durante la proclamazione, ho temuto di non raggiungere neppure io il 110.
Quindi se qualcuno mi dice che, quantomeno attualmente, alla Pegaso regalano i voti non posso che rispondergli che si tratta di un'enorme falsità . In questo mi trovo dunque d'accordo con quanto scritto da "dottore" nel suo intervento del 20-02-2019, 19:47.
Il difficile non è conseguire una laurea, né telematica né tradizionale, oppure un qualsiasi altro titolo... ciò che è davvero difficile è raggiungere sempre il massimo in tutto quello che si decide di fare. Dovrò abituarmi al fatto che neppure io ci sono riuscito! Il fastidio che provo è a dir poco enorme! D'altra parte prima o poi doveva purtroppo accadere.
In bocca al lupo a tutti!
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Concordo col messaggio di Machine anche se ci sarebbero delle specificazioni da fare che però non pubblico per non alimentare flame, mi permetto solo due consigli rivolti agli studenti dell'Unipegaso e ai suoi laureati.
1. Se fossi in voi convincerei la vostra università a cambiare nello statuto il nome: da Università Telematica Pegaso a Università degli Studi Pegaso come già hanno fatto Unimarconi, Unicusano e Unitelma.
La parola telematica sulla pergamena pesa ed è un disincentivo all'iscrizione per chi punta al libero professionismo.
2. Sempre se fossi in voi contatterei la dirigenza dell'ateneo e la convincerei a eliminare del tutto le crocette o a diminuirle.
Sulle crocette l'ANVUR non ha potuto esprimersi perchè non era il suo compito, ma sono abbastanza mortificanti.
Alcune vanno bene, così troppe sono esagerate.
Credo che la Pegaso abbia tutte le carte in tavola per diventare una grande università , ma quei due passaggi appaiono come opportuni se proprio non volete che siano necessari.
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Caro Machine,
premesso che io all'accreditamento ANVUR attribuisco meno peso rispetto a quello che gli dà Marika, il tuo racconto conferma la mia esperienza: alla Pegaso sono molto stretti di voti, oserei dire scandalosamente bassi. Come se questo mettere voti bassi compensasse la facilità con cui concedono i titoli.
Rimango dell'idea che il test a crocette non sia particolarmente semplice perché è praticamente impossibile imparare a memoria tutte le domande (a parte il fatto che, anche quando le domande erano solo quelle della piattaforma, non sono sicuro che venissero poi effettivamente usate agli esami in quello stesso ordine e con la medesima sequenza delle 4 risposte alternative). Mi è venuto in mente che i test per la patente, che sono oggettivamente molto semplici, sono perfettamente conosciuti in quanto sono sempre gli stessi, approvati per decrreto ministeriale e in quanto tali pubblicati su tutti i libri e reperibili in Rete: le domande sono assortite diversamente, ma quelle sono. Eppure c'è un tasso di bocciature elevato.
Infatti il problema della Pegaso non è che sono stretti nel punteggio aggiuntivo per la prova finale (anzi, il regolamento, che credo di aver pubblicato su questo sito, mi pare consenta di arrivare sinanche a 10 punti), ma che i voti degli esami intermedi sono proprio bassi. E questo si può spiegare in tantissimi modi. Certamente una delle spiegazioni plausibili è che molta gente va lì per il 18 e bene o male con le crocette, senza impegnarsi troppo, lo prende (anche perché a quanto ho capìto una domanda sbagliata o non risposta vale sempre zero, quindi anche rispondendo a caso basta azzeccare 18 risposte su 30 per prendere la sufficienza). Ma per quanto mi riguarda credo che incidano anche il fattore emotivo (a me, che appaio sempre molto sicuro agli esami orali, personalmente le crocette mettono ansia) e la trappola rappresentata dalle risposte verosimili o parzialmente vere.
Una curiosità : semmai richiederai un certificato alla Pegaso (ti consiglio di non farlo: ti fanno pagare tipo 50 euro), vedrai che esso riporta anche il punteggio aggiuntivo alla prova finale come «voto». Questa bizzarria è molto interessante poiché proprio recentemente la giustizia amministrativa (non ricordo se un Tar o proprio il Consiglio di Stato) ha rigettato il ricorso di una ragazza che aveva avuto 109 sostenendo che non è scritto da nessuna parte che il voto di laurea è basato sulla media degli esami diviso 3 per 11, ma questa era una congettura della ricorrente, che non aveva fornito prova che il voto fosse stato calcolato aggiungendo punti a questa base (in realtà l'avvocato aveva fatto un errore clamoroso: aveva dato per scontato che i magistrati fossero a conoscenza di questa norma generalizzata ritenendola una consuetudine generalmente riconosciuta, ma in realtà , se era così con il vecchio, con il nuovo ordinamento queste cose sono determinate da regolamenti interni degli atenei).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Unitelma si chiama Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio1. Se fossi in voi convincerei la vostra università a cambiare nello statuto il nome: da Università Telematica Pegaso a Università degli Studi Pegaso come già hanno fatto Unimarconi, Unicusano e Unitelma.
Chissà perché Università degli studi di Napoli "Pegaso" mi sembra alquanto ridicolo
La dirigenza risponderebbe che sono cose che decidono i docenti e nel merito del quale loro non possono entrare. Come ho già segnalato più volte, è proprio questo il problema: è evidente che c'è una regìa, perché altrimenti suonerebbe davvero strano che tutti i docenti fanno gli esami nello stesso modo, ma è impossibile dimostrarlo.2. Sempre se fossi in voi contatterei la dirigenza dell'ateneo e la convincerei a eliminare del tutto le crocette o a diminuirle.
Comunque gli organi collegiali possono decidere regole comuni, ma non la dirigenza (la dirigenza si occupa di questioni tecnico-amministrative; le questioni didattiche competono ai docenti e agli organi collegiali composti da loro e dai rappresentanti degli studenti).
Sulle crocette l'ANVUR non ha potuto esprimersi perchè non era il suo compito, ma sono abbastanza mortificanti.
Alcune vanno bene, così troppe sono esagerate.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Non sono qui per fare flame, ma molto velocemente faccio notare che fino a poco tempo fa gli esami erano più o meno strutturati in questo modo.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioRimango dell'idea che il test a crocette non sia particolarmente semplice perché è praticamente impossibile imparare a memoria tutte le domande (a parte il fatto che, anche quando le domande erano solo quelle della piattaforma, non sono sicuro che venissero poi effettivamente usate agli esami in quello stesso ordine e con la medesima sequenza delle 4 risposte alternative). Mi è venuto in mente che i test per la patente, che sono oggettivamente molto semplici, sono perfettamente conosciuti in quanto sono sempre gli stessi, approvati per decrreto ministeriale e in quanto tali pubblicati su tutti i libri e reperibili in Rete: le domande sono assortite diversamente, ma quelle sono. Eppure c'è un tasso di bocciature elevato.
https://www.docsity.com/it/domande-e...egaso/2641762/
6 pagine di domande, bastava impararsi la risposta giusta e, voto alto o voto basso, si superava l'esame.
Altro esempio con economia aziendale: 22 pagine di risposte giuste ed era fatta.
https://www.docsity.com/it/domande-e...egaso/2704341/
Dunque dove stava precisamente la difficoltà ?
Rispondi dopo aver guardato bene quei file.
Non so come funzioni adesso, ma le facilitazioni precedenti erano innegabili.
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... adesso, per quanto mi riguarda, le domande agli esami sono quasi tutte diverse rispetto a quelle della piattaforma. Vi sono degli esami con 3 mila pagine di dispense. Di fatto è praticamente impossibile studiare dispense così ampie per rispondere correttamente a 30 domande a risposta multipla. Anch'io ho sentito dire che un tempo le cose erano diverse ma ora vi posso assicurare che i test sono veri e difficili. In più in alcune sedi d'esame chi controlla sembra un agente della Gestapo nel senso che manca poco alle perquisizioni. Per di più le aule, sempre in alcune sedi, sono molto spaziose e pertanto gli studenti vengono distribuiti in modo che sia impossibile copiare. Se gli altri studenti avessero avuto esperienze diverse dalla mia allora non vi sarebbero stati quasi tutti i voti di laurea compresi tra l'80 ed il 90 su 110 che ho ascoltato con le mie orecchie all'atto della proclamazione. La situazione mi ha lasciato molto perplesso... ma nonostante ciò (cioè nonostante i voti bassi degli altri) la lode non ottenuta mi brucia da morire! E so che purtroppo non posso fare nulla per rimediare... se non iscrivermi ad un altro corso e partire da un voto ancora più alto!Ultima modifica di Machine; 06-03-2019, 17:43.
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... mi permetto inoltre di aggiungere, per chi volesse iniziare una carriera da libero professionista magari perché in famiglia ha già le basi come ad esempio uno studio professionale ben avviato, che l'ateneo, sia esso telematico o tradizionale, non ha in realtà più alcuna importanza. Per rendersene conto è sufficiente ad esempio consultare l'albo unico degli avvocati reperibile qui:
https://www.consiglionazionaleforens...cerca-avvocati
oppure quello dei dottori commercialisti e degli esperti contabili rinvenibile qui:
https://ricerca.commercialisti.it/RicercaIscritti
o anche quello dei notai:
https://www.notariato.it/it/trova-notaio
E' infatti possibile notare che, per questioni di privacy, non viene riportata più alcuna informazione circa l'ateneo presso cui è stata conseguita la laurea né tantomeno, ovviamente, riguardo al voto.
Per chi intende fare il libero professionista ciò che conta è dunque unicamente l'abilitazione.Ultima modifica di Machine; 06-03-2019, 18:17.
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Tutto quello che hai scritto è condivisibilissimo, però mi permetto di far notare che, se quello che ha pubblicato Dottore è vero, tutti i liberi professionisti per legge devono esporre nei loro studi o negli studi per cui collaborano le pergamene, da lì il mio consiglio di togliere la parola TELEMATICA.
Ripeto che per me quella non è nemmeno una criticità , il mio è un consiglio disinteressato.
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Anche il discorso della pergamena affissa presso lo studio è secondo me una questione oramai obsoleta.
Al giorno d'oggi, con gli smart office, si possono ad esempio offrire consulenze in tutta Italia incontrando i clienti presso le maggiori città utilizzando gli uffici ad ore che sono oramai iper organizzati con tanto di segretarie, sale congressi ecc.
La via del futuro sarà dunque avere semplicemente una pagina web ben strutturata attraverso la quale raggiungere i propri clienti. Molti professionisti in queste pagine web già non scrivono neppure più dove si sono laureati ma semplicemente l'albo della provincia al quale sono iscritti ed il numero della loro polizza assicurativa (per responsabilità professionale).
Il mondo sta cambiando in tutto.
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Non è una questione di privacy ma di ordinamento professionale e di scelte del singolo ordine.Originariamente inviato da Machine Visualizza il messaggioE' infatti possibile notare che, per questioni di privacy, non viene riportata più alcuna informazione circa l'ateneo presso cui è stata conseguita la laurea né tantomeno, ovviamente, riguardo al voto.
Se vai sul sito del Consiglio nazionale dei biologi, il titolo di studio con cui si è richiesto l'accesso all'esame di Stato è riportato eccome, ma lì il motivo è molto semplice: è possibile accedervi anche con una molteplicità di titoli anche non strettamente biologici (più che a quello degli ingegneri).
Inoltre per legge sarebbe obbligatorio esporre il titolo abilitanate e il titolo accademico nello studio (per chi esercita in più studi è un problema, visto che la pergamena, salvo furto/smarrimento, viene rilasciata in copia unica).
I titoli accademici per legge non riportano il voto. Viene solo fatta menzione dell'eventuale lode.
Questo d'altro canto è vero. Secondo me il problema è più quando si va a fare i colloqui per essere assunti (ma anche per essere presi dal dominus a fare il praticantato, ove previsto).Per chi intende fare il libero professionista ciò che conta è dunque unicamente l'abilitazione.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Rettifico.
L'obbligo di esporre la pergamena del titolo accademico e/o del titolo di abilitazione non è previsto dalla legge ma è una norma deontologica di alcuni specifici ordini.
Ho infatti cercato nelle banche dati giuridiche i riferimenti normativi e non ho trovato niente di niente.
Scusatemi.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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